Di tutti e di nessuno. Che questa città tremi come il Giappone. Vuota quanto le case in piazza abbandonate, triste quanto i prefabbricati in periferia.
Portatemi via, non ho mai voluto tutto questo.
Di tutti e di nessuno. Che il mio respiro non si sporchi come il loro. Grigio come le ciminiere sull'orizzonte, tetro come le croci di carbone sui miei occhi.
Non ho mai voluto essere qui.
E tu che hai smesso di consacrarmi racconti, le interiora risucchiate dagli allucinogeni – riportami a sentire i tuoni nel vuoto del tuo petto, così vuoto che potresti volare.
Farò in modo che il mio respiro non si sporchi, scapperò da voi. E non è fumo.
Sono di tutti e di nessuno.

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