“Ti porto al mio parco preferito” dicesti, “sembra uno di quelli inglesi.”
A me non parve, ma feci sì con la testa, non importava.
Qualche mese dopo in quella saletta sudicia. Bere, scrivere. Credere che non ci fosse altro. I senzatetto e i tossici della piazza ormai cari amici. San Lorenzo droga, San Lorenzo casa.
E poi quella notte dopo il concerto, noi alla stazione, ubriachi di vita. Ci stiparono nelle cuccette con gli immigrati, imbarcati come un cargo.
“Parto per Londra, una settimana. Jodie non lo sa. Non lo sa nessuno.” Con affetto coprii le tue deboli spalle.
Al contempo non ti dissi nulla di ciò che m’era accaduto, stetti solo ad ascoltare. Il mio velo strappato via tempo dopo, ed io dissolta dal timore.
I miei fratelli li ho traditi tutti.

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